Storia economica

La storia economica mondiale deve molto all'Austria. Per capirlo bisogna avvicinarsi alle teorie di quella che venne chiamata Scuola austriaca, con le sue teorie incentrate particolarmente sull'indiviadualismo e sulla esaltazione del libero mercato.

Il nostro sito parla di economia e lavoro: per questo motivo riteniamo che, dal punto di vista storico, sia impossibile non citare un enorme contributo alla storia economica austriaca e cioè la così detta Scuola austriaca. Con questa si designa una scuola di pensiero economico eterodosso che aveva al centro delle sue riflessioni l'individualismo di metodo. L'importanza di questa corrente fu enorme anche perché divenne quella che maggiormente influenzò i movimenti libertari e, seppure meno, quelli che diedero poi vita ad alcune teorie liberiste. Fu chiamata Scuola austriaca perché alcuni dei suoi maggiori esponenti, come von Hayek e von Mises erano stati studenti dell'Università di Vienna.

Non possiamo scrivere un trattato su questa importante scuola che tanto influenzò la storia economica di tutto il mondo; cercheremo di delinearne solo gli aspetti principali quali quello secondo cui l'unica teoria economica valida sia quella che deriva dai principi basilari dell'azione umana. In sostanza questo metodo fa derivare le leggi economiche da un approccio valido per ogni azione umana.

La Scuola austriaca fu in netta contrapposizione alla scuola classica rappresentata, per esempio da Adam Smith. Le linee fondamentali di questa scuola, così importanti per tutta la storia economica, sostenevano la necessità di piccoli governi, protezione della proprietà privata e individualismo. Questi economisti criticarono dunque, e molto duramente, le teorie marxiste.

Per schematizzare al massimo i principi di questa scuola possiamo parlare di: • teoria soggettiva del valore che ha, come punto di partenza l'idividuo
• lo scambio e il mercato con la sua logica dei prezzi
• il processo di mercato con la sua teoria della concorrenza
• teoria del capitale con le sue considerazioni sulla produzione capitalista
• teorie monetarie e bancarie con un'idea della moneta come unità di conto e non come mezzo di pagamento
• critica dello statalismo con la sua difesa della libertà di mercato.

Per avere un'approfondimento su tutti questi temi e per capire cosa ha significato davvero questa scuola, consigliamo di leggere il bellissimo studio pubblicato sul sito dell'Istituto Bruno Leoni.




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