Industria Austriaca

Quello industriale è il settore portante dell'economia austriaca. Un settore che, per il 2013, è previsto in ulteriore crescita. Un settore che, per la stragrande maggioranza, è costituito da piccole e medie imprese ma molto rivolte all'export. E un'industria tra le più importanti al mondo: quella chimica

Importante parlare dell'industria austriaca perché questo settore contribuisce al PIl del paese in maniera molto più massiccia rispetto a quanto accade in Italia. Si tratta dunque di un tessuto economico di primaria importanza. Alcune dati, confermati anche dalla testata online Austria vicina, e resi noti dalla Bank of Austria, dicono che sono aumentate le commesse e con esse anche la produzione. Per il 2013 la stessa Bank of Austria prevede un'ulteriore crescita del 3%.

Positivi poi anche gli indici che delineano un aumento nella domanda estera di prodotti austriaci: domanda di fondamentale importanza se è vero che assorbe circa il 60% dell'intera produzione industriale. E per l'industria austriaca il 2013 rischia di andare ancora meglio visto che le esportazione sono date in aumento del 2,7%. Sempre secondo la stessa testata online e sempre secondo studi della Bank of Austria l'industria austriaca beneficerà, in particolare, della crescita del settore metalmeccanico, di quello siderurgico, di quello automobilistico e di quello dell'acciaio.

Nonostante la presenza di grandissime industrie, come la siderurgica Voest Alpine o la Strabag nelle costruzioni, il tessuto portante dell'industria austriaca è composto prevalentemente da piccole e medie industrie. Per qualcuno questa è una forza, per altri analisti è segno di una debolezza strutturale. Dal punto di vista occupazionale questo non è un fattore da poco se è vero che oltre l'85% delle aziende austriache ha meno di 10 dipendenti. Il 40% del fatturato viene fatto da quella minuscola percentuale di industrie che occupa più di 250 dipendenti. Queste industrie necessitano di una nuova organizzazione e di lavorare sempre più con i mercati esteri. Nel complesso le industrie austriache stanno tenendo meglio delle nostre (molto meglio) anche grazie all'andamento dei consumi interni che è rimasto sostanzialmente invariato. In ogni caso il clima, a livello di percezione, che si respira tra molti imprenditori va verso un aumento di fatturato e verso una, seppur contenuta, crescita occupazionale.

Occupazione che, secondo il Wifo, è prevista in crescita di oltre l'1,5% e, paradossalmente aumenteranno i posti per professionisti provenienti dall'estero. Le aziende hanno quindi bisogno di assumere ma non trovano manodopera qualificata.

C'è un'industria, in particolare, molto dinamica e cioè quella chimica, con una produzione che, per oltre un terzo, è destinata ai mercati esteri. Si tratta di una delle industrie più importanti e strutturate, con presenze di investimenti da parte di multinazionali decisamente importanti; anche perché per queste multinazionali il mercato austriaco è pure un trampolino di lancio verso i mercati dell'Europa sia centrale sia orientale. Un'industria che sta facendo enormi investimenti in termini di ricerca e innovazione per raggiungere l'eccellenza sia del processo produttivo, sia del prodotto finito. Le produzioni in cui l'industria chimica austriaca è ai primi posti sono quelle delle vernici, dei collanti (quelli per l'edilizia sono venduti in tuta Europa), delle fibre chimiche, delle macchine per l'industria (settore questo con elevatissimi standard tecnici e con un know how di eccellenza).

Il successo di questa industria, con tutte le sue ramificazioni, ha un asse portante nel settore della ricerca. In Austria ciò che si investe per la ricerca in questa industria e che proviene dall'estero è circa il doppio della media europea. E di questo settore fanno parte anche l'importante industria delle biotecnologie.




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